Un giorno santo è spuntato per noi: venite, popoli, adorate il Signore, oggi una grande luce è discesa sulla terra.

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Poesia di Natale – Gilbert Keith Chesterton

Laggiù  una madre senza posa camminava,

fuori da una locanda ancora a vagare;

nel paese in cui lei si trovò senza tetto,

tutti gli uomini sono a casa.

Quella stalla malconcia a due passi,

fatta di travi instabili e sabbia scivolosa,

divenne qualcosa di così solido da resistere e reggere

più delle pietre squadrate dell’impero di Roma.

Perché tutti gli uomini hanno nostalgia anche quando sono a casa,

e si sentono forestieri sotto il sole,

come stranieri appoggiano la testa sul cuscino

alla fine di ogni giornata.

Qui combattiamo e ardiamo d’ira,

abbiamo occasioni, onori e grandi sorprese,

ma casa nostra è là sotto quel cielo di miracoli

in cui cominciò la storia di Natale.

Un bambino in una misera stalla,

con le bestie a scaldarlo ruminando;

solo là, dove Lui fu senza un tetto,

tu ed io siamo a casa.

Abbiamo mani all’opera e teste capaci,

ma i nostri cuori si sono persi – molto tempo fa!

In un luogo che nessuna carta o nave può indicarci

sotto la volta del cielo.

Questo mondo è selvaggio come raccontano le favole antiche,

e anche le cose ovvie sono strane,

basta la terra e basta l’aria

per suscitare la nostra meraviglia e le nostre guerre;

Ma il nostro riposo è lontano quanto il soffio di un drago

e troviamo pace solo in quelle cose impossibili,

in quei battiti d’ala fragorosi e fantastici

che volarono attorno a quella stella incredibile.

Di notte presso una capanna all’aperto

giungeranno infine tutti gli uomini,

in un luogo che è più antico dell’Eden

e  che alto si leva oltre la grandezza di Roma.

Giungeranno fino alla fine del viaggio di una stella cometa,

fino a scorgere cose impossibili che tuttavia ci sono,

fino al  luogo dove Dio fu senza un tetto
e dove tutti gli uomini sono a casa.

– Gilbert Keith Chesterton – 

«Un astro brillò nel cielo sopra tutti gli astri, la sua luce era indicibile, e la sua novità stupì. La altre stelle con il sole e a luna fecero un coro all’astro ed esso più di tutti illuminò. Ci fu stupore. Donde quella novità strana per loro? Apparso Dio in forma umana per una novità di vita eterna si sciolse ogni magia, si ruppe ogni legame di malvagità. Scomparve l’ignoranza, l’antico impero cadde. Aveva inizio ciò che era stato deciso da Dio. Di qui fu sconvolta ogni cosa per preparare l’abolizione della morte». 

– Sant’ Ignazio di Antiochia –

Lettera agli Efesini, XIX

Un giorno santo è spuntato per noi:

venite, popoli, adorate il Signore,

oggi una grande luce è discesa sulla terra.

C’è il Natale delle luci, della festa, dello stare insieme e poi c’è l’altro Natale, il Natale della solitudine, della povertà, delle lacrime nascoste e spesso interrotte. 
È a questo secondo Natale che volgo lo sguardo e l’attenzione. 
Vorrei ascoltare ogni pianto, sedare ogni rabbia, venerare ogni lacrima. Insomma, per questo Natale, mi piacerebbe tanto restituire dignità, amore e forza a chi magari ha tante cose, ma sente di perdere quella più importante: se stesso. 


Buon Natale a tutti. 
La vita, credetemi, è davvero meravigliosa…

L’augurio è per un sereno Natale a voi tutti amici ed amiche 

che da tanti anni seguite le mie…. fantasie.

Il Signore che tutto vede e tutto ama vi benedica e vi custodisca. 

                        – Stefania –        leggoerifletto

 

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