Questo vento è quello che serve per spazzar via i sensi di colpa…

Come quel giorno a Pietro…

Sono morto anch’io con te, sono morto un pò prima di te. E continuo a sentire addosso la puzza di morte, nauseante. Ho pensato di farla finita, come Giuda, ma non ne ho avuto il coraggio.

Con quei tre ‘no’ ho messo la parole fine all’avventura più bella della vita: averti incontrato. Io, si proprio io, ho avuto la fortuna di diventare l’amico del Messia, nulla di più prezioso per qualsiasi ebreo dall’inizio della creazione. Ma sono stato capace di distruggere tutto.

Quei tre ‘no’ pesano come montagne sulle spalle, sanguinano come le ferite dei tuoi chiodi, e ad ogni alba, il chicchirichi mi sveglia di soprassalto. Vorrei fosse solo un incubo, ma io rimango lì, solo con me stesso, chiuso nella mia morte. Morto, come quel figlio della parabola che ha perso tutto.

Poi arrivi tu, arrivi proprio per me, mi dai da mangiare un pezzo di pane, mi metti una mano sulla spalla e mi fai sentire a casa. Ci incamminiamo come due amici verso il lago, verso un nuovo battesimo da compiere. Con i piedi nell’acqua, uno di fronte all’altro, mi hai guardato negli occhi. Non ho retto il tuo sguardo, troppa era la colpa che ancora mi devastava. Ho abbassato il viso, chiuso gli occhi e un dolore lancinante mi ha trafitto come una spada. E dal punto più basso della mia morte, hai cominciato a parlare.

Mi ami? Lo sai che ti voglio bene.

Mi ami Pietro? Gesù, lo sai che ti voglio bene.

Pietro, tu sei il mio amico, per te ho dato la vita, per questo momento ho dato fino all’ultima goccia del mio sangue, per farti comprendere che il perdono sarà la tua parola, quella che non potrai mai più dimenticare. So che mi vuoi bene, lo so da sempre, ma vorrei che lo sapessi anche tu, che te lo scrivessi bene in testa, in quella testa dura: è solo abbracciando chi sbaglia che si salva qualcuno, mai giudicandolo o escludendolo. Vorrei darti ali per volare, ma tu sei una roccia, e oggi mi basta il tuo volermi bene. Mi basta il tuo voler bene simile a questo mare delimitato dalle colline. Ma ricordati che l’amore che hai nel cuore saprà essere simile al vero mare, sconfinato. Si Pietro, tu potrai fare cose più grandi di quelle che ho fatto io! Tu non sei fatto per le piccole onde del lago, io ti ho scelto perché tu possa essere come le onde del mare che non hanno mai un attimo di pausa nel loro darsi.

In quell’abbraccio di parole e tenerezza inizio a piangere, a singhiozzare come puoi fare solo abbracciato a qualcuno. Il mio Gesù, proprio del mio amore ha bisogno e dentro quel pensiero sento il sapore delle mie lacrime, sono così salate, sono come il mare. Si confondono con l’acqua del lago, ma io sarò sale nel mare. Il mio battesimo accade, così.

Fra Giorgio

Fabrizio de Andre e Vinicio Campossela

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