UNA PREZIOSA LEZIONE… CHESTERTON – La sostanaza della fede

 UNA PREZIOSA LEZIONE…

leggoerifletto

Chi osa insegnare non deve mai cessare di imparare.

Tutto chiaro?
Foto | Pixabay

Frasi sugli insegnanti, sui maestri e sui docenti in genere

  • Chi osa insegnare non deve mai cessare di imparare. (John Cotton Dana)
  • Ciò che l’insegnante è, è più importante di ciò che insegna. (Karl Menninger)
  • Colui che è maestro di scuola può cambiare la faccia del mondo. (Leibniz)
  • E pronuncia sempre con riverenza questo nome – maestro – che dopo quello di padre, è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo a un altro uomo. (Edmondo De Amicis)
  • Gli allievi mangiano ciò che i professori hanno digerito. (Karl Kraus)
  • I buoni insegnanti sono costosi, ma i cattivi maestri costano di più. (Bob Talbert)
  • I cinici e gli scettici moderni… non vedono nulla di male nel dare a coloro ai quali affidano le menti dei loro figli un salario inferiore a quello pagato a coloro ai quali affidano la cura del loro impianto idraulico. (John F. Kennedy)
  • I mestieri più difficili in assoluto sono nell’ordine il genitore, l’insegnante e lo psicologo. (Sigmund Freud)
  • I migliori maestri sono quelli che ti indicano dove guardare, ma non ti dicono cosa vedere. (Alexandra K. Trenfor)
  • I nostri insegnanti sono reclutati con un sistema perverso, con migliaia di precari catapultati tra i banchi senza selezione né controlli. La scuola italiana va alla deriva. E questo caso ne è il sintomo lampante. (Antonio Scurati)
  • Il miglior insegnante è colui che suggerisce piuttosto che dogmatizzare, e ispira nel suo ascoltatore il desiderio di insegnare a se stesso. (Edward Bulwer-Lytton)
  • Il più grande segno di successo per un insegnante è quello di poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi. (Maria Montessori).
  • Il reciproco amore fra chi apprende e chi insegna è il primo e più importante gradino verso la conoscenza. (Erasmo da Rotterdam)
  • Il sogno inizia con un insegnante che crede in te, che ti tira e spinge e conduce al successivo pianoro, a volte colpendoti con un bastone appuntito chiamato “verità”. (Dan Rather)
  • Il vero maestro difende i suoi allievi contro la sua stessa influenza. (Amos Bronson Alcott)
  • In una società completamente razionale, i migliori di noi dovrebbero aspirare a diventare insegnanti e il resto di noi dovrebbe adattarsi a qualcosa di meno, perché il trasmettere la civiltà da una generazione a quella successiva dovrebbe essere l’onore più alto e la più alta responsabilità che chiunque possa mai avere. (Lee Iacocca)
  • Insegnare è imparare due volte. (Joseph Joubert)
  • Insegnare è la base per imparare. (Francesco di Sales)
  • L’insegnamento effettivamente è come un cibo, il cui possessore è colui che lo distribuisce. (Gregorio Nazianzeno)
  • L’arte di insegnare è l’arte di assistere a una scoperta. (Mark Van Doren)
  • L’insegnamento non è un’arte perduta, ma il rispetto di tale arte è una tradizione perduta. (Jacques Barzun)
  • L’insegnamento sta lasciando una traccia di stessi nello sviluppo di un altro. E sicuramente lo studente è una banca dove è possibile depositare i propri tesori più preziosi. (Eugene P. Bertin)
  • L’insegnante che è davvero saggio non ti offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma piuttosto ti conduce alla soglia della tua mente. (Kahlil Gibran)
  • L’insegnante mediocre dice. Il buon insegnante spiega. L’insegnante superiore dimostra. Il grande insegnate ispira. (William Arthur Ward)
  • La creatività: prendere l’ovvio, aggiungere una tazza di cervelli, un generoso pizzico di fantasia, una secchiata di coraggio e audacia, mescolare bene e portare a ebollizione. (Bernard Baruch)
  • Mi piace un insegnante che ti dà qualcosa da pensare da portare a casa oltre ai consueti compiti. (Lily Tomlin)
  • Nell’insegnamento non si può vedere il frutto di una giornata di lavoro. È invisibile e rimane così, forse per venti anni. (Jacques Barzun)
  • Non ci sono maestri, ma soltanto allievi. (Linus Torvald)
  • Non ho mai insegnato ai miei allievi; ho solo cercato di fornire loro le condizioni in cui possono imparare. (Albert Einstein)
  • Non posso insegnare niente a nessuno, posso solo cercare di farli riflettere. (Socrate).
  • Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia. (Daniel Pennac)
  • Se davvero si vuole conoscere il futuro, non chiedete un tecnico, a uno scienziato o a un fisico. No! E non chiedete neppure a qualcuno che sta scrivendo il codice software. Se volete sapere ciò che sarà la società tra venti anni, chiedete a una maestra di scuola. (Clifford Stoll)
  • Se insegni, insegna anche a dubitare di ciò che insegni. (José Ortega y Gasset)
  • Se un medico, un avvocato, o dentista avessero quaranta persone nel suo ufficio in una sola volta, le quali hanno esigenze diverse, e alcuni delle quali non vorrebbero essere lì e quindi causano problemi, e il medico, l’avvocato, o dentista, senza assistenza, dovessero trattare tutti con eccellenza professionale per nove mesi, ecco, ti puoi fare un quadro di quello che è il lavoro di un insegnante. (Donald D. Quinn)
  • Tra la nutrice che allatta e il precettore che insegna vi è analogia. Talvolta, quest’ultimo è padre più del genitore stesso, come la nutrice è madre più della madre vera. (Victor Hugo)
  • Un buon insegnamento è più un dare giusti interrogativi che giuste risposte. (Josef Albers).
  • Un buon insegnamento è un quarto preparazione e tre quarti teatro. (Gail Godwin)
  • Un buon insegnante è un maestro di semplificazione e un nemico del semplicismo. (Louis A. Berman)
  • Un buon insegnante è uno che si rende progressivamente superfluo. (Thomas Carruthers)
  • Un insegnante che cerca di insegnare senza ispirare nell’alunno il desiderio di imparare sta martellando un ferro freddo. (Horace Mann)
  • Un insegnante colpisce per l’eternità; non si può mai dire dove la sua influenza si fermi. (Henry Brooks Adams)
  • Un insegnante è un minatore di talento. Non ha il diritto di estrarlo: ne ha il dovere. Ha di fronte gli stessi ragazzi, giorno dopo giorno. Sa dove cercare, se ha voglia di farlo.” (Beppe Severgnini)
  • Una prova della correttezza della procedura educativa è la felicità del bambino. (Maria Montessori).

Fonte | da Graphe.it in Zibaldone

CHESTERTON 

CHESTERTON la-sostanza-della-fede

di Paolo Gulisano e don Daniele De Rosa

Invito alla lettura di Marco Sermarini 

Edizioni Ares

€ 16,00

Su www.pumpstreet.it

>>> Chi è Gilbert Keith Chesterton

Nasce il 29 Maggio 1874 a Kensington. Una vita immeritatamente felice, dirà egli stesso, ed immensamente prolifica, uno spreco d’arte e di genio, dirà Emilio Cecchi, il suo mentore in Italia, che lo presenta così: «padre della Chiesa, obbligato dalle necessità dei tempi e del ministerio, a predicare in stile burlesco alle turbe degli scettici e dei gaudenti». Una personalità frizzante, amabilmente polemica, umoristica e gioiosa. Eccezionale.
Figlio di Edward, agente immobiliare, e di Marie Louise Grosjean (madre scozzese, padre svizzero predicatore calvinista), Chesterton visse un’infanzia allegra ed affettuosa nella sua famiglia assieme al fratello Cecil, più giovane di lui di cinque anni. Inizia a scrivere molto presto; da bimbo non ancora di dieci anni tenta di imitare George McDonald. Forte il senso della meraviglia e il gusto delle favole. Primo giornale in cui si cimentò fu The Debater, organo delJunior Debating Club che contribuì a fondare con alcuni compagni di scuola e che chiuderà nel 1893, anno in cui gli amici si dividono per l’università. Questo ed altro ancora, oltre al clima decadente dell’epoca, saranno la causa di un periodo oscuro della in cui sfiorò anche la più insana delle idee e da cui uscì grazie alle buone letture e al non voler rinunciare alla speranza gustata nell’infanzia. Scopre il gusto della scrittura. Nel 1900 il padre Edward (Mr Ed, come lo chiamavano gli amici) fa pubblicare a sue spese Greybeards at play eThe Wild Knight, raccolte di poesie. Nel ’99 inizia a collaborare a The Speaker.
Nel 1901 si sposa con Frances Blogg che amerà teneramente fino alla fine, inizia a scrivere col Daily News fino al 1913. Scrive The Defendant, in Italia Il bello del brutto, la raccolta degli articoli usciti su The Speaker. In molti si chiedono chi sia GKC, la sigla con cui firmava i suoi articoli.
Del l902 è Twelve Types, altra raccolta di articoli, e la biografia di Robert Browning. Questa e simili opere ci fanno conoscere la profonda penetrazione dell’autore e dell’argomento trattati. Diletterà i lettori con studi su Tolstoj, Tennyson, Thackeray (1903) Watts (1904), Dickens (1906 e 1911), Blake (1910), Cobbett (1925) Stevenson (1902 e 1927), Chaucer (1932). 
Similmente si può affermare circa le due agiografie, il S. Francesco d’Assisi(1923) e il S. Tommaso d’Aquino (1933). Quest’ultima gli valse il titolo di “genio” conferitogli da Etienne Gilson, massimo esperto del pensiero tomista e di San Tommaso d’Aquino.
Il 1903 è l’anno della Blatchford Controversy e del primo romanzo, Il Napoleone di Notting Hill, pieno di amore per le piccole patrie e degli echi della questione Anglo-Boera in cui si batte con l’amico di una vita Hilaire Belloc dalla parte dei Boeri. Nel 1905 inizia a collaborare con The Illustrated London News, scrive Il club dei mestieri stravaganti e la raccolta di saggi a tesi Eretici,  causa di Ortodossia, suo massimo capolavoro. Neli anni dal ‘06 al ‘09 si dedica alle polemiche culturali con G. B. Shaw e H. G. Wells. Del 1908 è la maturità e la massima chiarezza sulla sua vita: è l’anno de L’uomo che fu Giovedì e di Ortodossia. Del 1909 è il saggio su Shaw (amico-nemico di tutta una vita), nel 1910 escono La Sfera e la Croce e What’s Wrong with the World. nel 1911 nasce dalla sua penna Padre Brown, certo la sua creatura più famosa, il piccolo prete cattolico protagonista di gialli di grande successo e spessore: L’innocenza di Padre Brown (1911), La saggezza di Padre Brown(1914), L’incredulità di Padre Brown (1926), Il segreto di Padre Brown(1927), Lo scandalo di Padre Brown (1935). E’ la trasposizione letteraria e  romanzata del prete irlandese così presente nella vita dei coniugi Chesterton padre John O’Connor, uno degli artefici della sua conversione. Nello stesso anno un altro capolavoro, La Ballata del Cavallo Bianco, opera poetica di tono epico, e inizia la cooperazione col fratello Cecil nel giornale The Eye Witness che successivamente prenderà in mano e cambierà nome in The New Witness. Nel 1912 esce lo stupendo Uomovivo, programma di vita chestertoniana.
Scriverà anche commedie: è del 1913 Magic; Il giudizio del dottor Johnson del 1927. Nel 1913 esce L’età vittoriana in letteratura, saggio letterario sulla scia delle citate biografie. 
Il 1914 è l’anno della grande malattia che lo porterà quasi alla morte, con enorme sconcerto di tutta l’Inghilterra che lo amava sinceramente. Compaiono L’Osteria Volante e Berlino Barbara. Al momento della sua ripresa dalla malattia pubblicherà Poems e Wine Water and Songs (queste ultime canzoni e ballate di cui è ricco L’Osteria Volante), e un saggio, The Crimes of England . Nel 1917 torna su argomenti storico-politici con Una Breve Storia d’Inghilterra e L’Utopia degli usurai. Irish Impressions del 1919 è il resoconto del viaggio in Irlanda, paese molto amato; il viaggio in Palestina dello stesso anno provocherà The New Jerusalem del 192l. Altro diario di viaggio sui generis sarà What I Saw in America (1922) che racconterà della (trionfale) tourneè negli Stati Uniti. Nel 1922 viene accolto nella Chiesa Cattolica, circondato dagli amici padre Vincent McNabb, padre John O’Connor, Hilaire Belloc, seguito due anni dopo dalla moglie. Nello stesso anno dà alle stampeEugenetica e altri mali, critica all’eugenetica postdarwinista. Nel 1925 dà vita a G.K’s Weekly, il suo giornale, oltre che organo ufficioso della Lega Distributista. Esce inoltre L’Uomo Eterno: ciò che Chesterton dice a proposito della fede cristiana per l’uomo in Ortodossia, vale per la società ne L’Uomo Eterno. Se Ortodossia fu la risposta a G. S. Street (alla cui provocazione dobbiamo l’opera), L’Uomo Eterno lo fu al darwinismo storico di H. G. Wells.
Nel 1927, anno della visita in Polonia, Chesterton accenna alla sua conversione in The Catholic Church and Conversion. Del 1929 il romanzo Il poeta e i pazzi e The Thing, altra opera riguardante la Chiesa. Del 1930 La Resurrezione di Roma, frutto di uno dei viaggi in Italia. Postuma (seppure del 1936) la sua magistrale Autobiografia, come pure I paradossi di mister Ponddel 1937.  Muore il 14 Giugno 1936 a Beaconsfield circondato dalla moglie, dalla fedele segretaria Dorothy Collins e dagli amici. E’ sepolto nella sua cittadina nel piccolo cimitero attiguo alla Parrocchia cattolica di Santa Teresa del Bambin Gesù, quella parrocchia che contribuì ad edificare e a fare bella. Con lui riposano la moglie e Dorothy Collins.
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