Non lasciare tracce che il vento non possa cancellare, non adagiarti sui passi compiuti… rimetti in cammino per cercare ancora _ _ _

_ _ _Bruce Chatwin

🙃🍀🔆  _ _ _

 

 

 

L’Anello Magico – don Bruno Ferrero



(COSI’ PARLO’ ZARATHUSTRA) Also spratch Zarathustra

NIETZSCHE, SULLA MORTE

La morte un momento di passaggio?

Riflessione sull’idea della morte: individuazione di alcune criticità


By leggoerifletto

Il trattino – don Bruno Ferrero

L’incisore di lapidi funerarie alzò lo scalpello e disse: “Ho finito”.L’uomo esaminò la pietra: la foto del padre, le due date 1916 e 2000 separate da un trattino di un paio di centimetri. Poi scosse la testa e disse: “Non so come spiegarmi, ma mi sembra così poco. Vede, mio padre ha avuto una vita piena, lunga, avventurosa. Vorrei si intuisse in qualche modo la sua infanzia in una grande famiglia, la campagna ricca di verde e di animali, i lavori pesanti, la soddisfazione di un buon raccolto, le preoccupazioni per i temporali estivi, la siccità… Poi la guerra, le divise, le tradotte, la ferita, la fuga da un campo di prigionia, l’incontro con mia madre… I figli che nascono, crescono, si sposano, i nipotini che arrivano uno dopo l’altro… Poi la vecchiaia serena, la malattia, certo, ma anche l’affetto, l’amore, l’entusiasmo, la passione, le lunghe giornate di lavoro, le ansie, le preoccupazioni, le gioie…”. L’incisore ascoltava con attenzione, poi impugnò lo scalpello e il martello e con quattro rapidi colpi allungò il trattino tra la data di nascita e quella di morte di quasi mezzo centimetro. Si voltò verso l’uomo e fece: “Va meglio così?…”

La vita non può essere un trattino tra due date.

Abbraccia ogni istante della tua vita. Adesso.

La vita è tutto quello che hai.

– don Bruno Ferrero – 

Da: “ 365 piccole storie per l’anima”, Bruno Ferrero, ed. ElleDiCi 

“Un’anima imperfetta come la mia, come può aspirare al possesso della pienezza dell’Amore? O Gesù, mio primo ed unico Amico, te che amo unicamente, dimmi dunque, che cos’è questo mistero? “Iustorum animae in manu Dei sunt, non tanget illos tormentum malitiae, visi sunt oculis insipientium mori… illi autem sunt in pace” (Sap 3,3). 
Sembra agli occhi degli stolti che i Servi di Dio muoiano afflitti e contro voglia, come muoiono i mondani; ma no, che Dio sa ben consolare i figli suoi nella loro morte; ed anche tra i dolori della morte fa loro sentire certe grandi dolcezze, come saggi del paradiso che tra poco vuol loro dare. Siccome quei che muoiono in peccato, cominciano sin da sopra quel letto a sentire certi saggi d’inferno, di rimorsi, di spaventi e di disperazione; così all’incontro i Santi cogli atti d’amore che allora fanno più spesso verso Dio, col desiderio e colla speranza che tengono di presto goderlo, già prima di morire cominciano a sentire quella pace, che pienamente poi goderanno in cielo. La morte a’ Santi non è castigo, ma premio: “Cum dederit dilectis suis somnum, ecce hereditas Domini” (Ps 126,2). La morte di chi ama Dio, non si chiama morte, ma sonno, sicché ben egli potrà dire: “In pace in idipsum dormiam, et requiescam” (Ps 4,9).
Apparecchio alla morte, Sant’Alfonso Maria De’ Liguori

Ché, se non ti prendi cura di te stesso ora, chi poi si prenderà cura di te? Questo è il tempo veramente prezioso; sono questi i giorni della salvezza; è questo il tempo che il Signore gradisce (2Cor 6,2). Purtroppo, invece, questo tempo tu non lo spendi utilmente in cose meritorie per la vita eterna. 

Verrà il momento nel quale chiederai almeno un giorno o un’ora per emendarti; e non so se l’otterrai. Ecco, dunque, mio caro, di quale pericolo ti potrai liberare, a quale pericolo ti potrai sottrarre, se sarai stato sempre nel timore di Dio, in vista della morte. 

Procura di vivere ora in modo tale che, nell’ora della morte, tu possa avere letizia, anziché paura; impara a morire al mondo, affinché tu cominci allora a vivere con Cristo; impara ora a disprezzare ogni cosa, affinché tu possa allora andare liberamente a Cristo; mortifica ora il tuo corpo con la penitenza, affinché tu passa allora essere pieno di fiducia.

Imitazione di Cristo, Capitolo XXIII

 

Atto di accettazione della morte (con indulgenza plenaria)

Signore mio Dio, fin da ora spontaneamente e volentieri 

accetto dalle vostre mani qualsiasi genere di morte 

con cui vi piacerà colpirmi, con tutti i dolori, le pene,

gli affanni che l’accompagneranno, in unione all’agonia 

e alla morte di nostro Signore Gesù Cristo.


Con approvazione eccesiastica
Vicenza, 3 Settembre 1926


Chinque confessato e comunicato reciterà questa o simile orazione, ne avrà revocata la protesta già fatta, lucrerà l’indulgenza plenaria “in articulo mortis” (san Pio X). Recitandola dopo la comunione, si acquista l’indulgenza di anni 7 e 7 quarantene una volta al mese (papa Benedetto XV).

Un pezzo di legno – don Bruno Ferrero

C’è un uomo che tiene appeso in salotto, nel posto donore, uno strano oggetto. Quando qualcuno gli chiede il perché di quella stranezza racconta:Il nonno, una volta mi accompagnò al parco. Era un gelido pomeriggio d’inverno. Il nonno mi seguiva e sorrideva, ma sentiva un peso. Il suo cuore era malato, già molto malandato. Volli andare verso lo stagno. Era tutto ghiacciato, compatto! “Dovrebbe essere magnifico poter pattinare”, urlai, “vorrei provare a rotolarmi e scivolare sul ghiaccio almeno una volta!”. Il nonno era preoccupato. Nel momento in cui scesi sul ghiaccio, il nonno disse: “Stai attento…”.Troppo tardi. Il ghiaccio non teneva e urlando caddi dentro. Tremando, il nonno spezzò un ramo e lo allungò verso di me. Mi attaccai e lui tirò con tutte le sue forze fino ad estrarmi dal crepaccio di ghiaccio. Piangevo e tremavo.Mi fecero bene un bagno caldo e il letto, ma per il nonno questo avvenimento fu troppo faticoso, troppo emozionante. Un violento attacco cardiaco lo portò via nella notte. Il nostro dolore fu enorme. Nei giorni seguenti, quando mi ristabilii completamente, corsi allo stagno e ricuperai il pezzo di legno. È con quello che il nonno aveva salvato la mia vita e perso la sua! Ora, fin tanto che vivrò, starà appeso su quella parete come segno del suo amore per me!
Per questo motivo noi cristiani oggi ci inginocchiamo dinanzi a quel legno, cui si è appeso l’Amore-Gesù; per questo teniamo nelle nostre case un “pezzo di legno” a forma di croce… Per ricordare come si ama, e a chi dobbiamo guardare per amare senza stancarci!
don Bruno Ferrero


 Ai nonni, che hanno ricevuto la benedizione di vedere i figli dei figli (cfr. Sal 128,6), è affidato un compito grande: trasmettere l’esperienza di vita, la storia di una famiglia, di una comunità, di un popolo; condividere con semplicità una saggezza, e la stessa fede: l’eredità più preziosa!  

Papa Francesco(Incontro del Papa con gli anziani, Piazza San Pietro, 28 settembre 2014)

Buona giornata. 🙂

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NIETZSCHE, SULLA MORTE (COSI’ PARLO’ ZARATHUSTRA)

 

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