LECTIO :Dobbiamo rassegnarci! La Parola di Dio è così ricca che non arriva mai a noi nella pienezza di sé… La Parola di Dio è’ sempre antica e nuova! 


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Siracide 7,22-36
22 Hai bestiame? Abbine cura; se ti è utile, resti in tuo possesso. 23 Hai figli? Educali e fa’ loro piegare il collo fin dalla giovinezza. 24 Hai figlie? Vigila sul loro corpo e non mostrare loro un volto troppo indulgente. 25 Fa’ sposare tua figlia e avrai compiuto un grande affare, ma dàlla a un uomo assennato. 26 Hai una moglie secondo il tuo cuore? Non ripudiarla, ma se non le vuoi bene, non fidarti. 27 Onora tuo padre con tutto il cuore e non dimenticare le doglie di tua madre. 28 Ricorda che essi ti hanno generato: che cosa darai loro in cambio di quanto ti hanno dato? 29 Con tutta l’anima temi il Signore e abbi riverenza per i suoi sacerdoti. 30 Ama con tutta la forza chi ti ha creato e non trascurare i suoi ministri. 31 Temi il Signore e onora il sacerdote, dàgli la sua parte, come ti è stato comandato: primizie, sacrifici di riparazione, offerta delle spalle, vittima di santificazione e primizie delle cose sante. 32 Anche al povero tendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione. 33 La tua generosità si estenda a ogni vivente, ma anche al morto non negare la tua pietà. 34 Non evitare coloro che piangono e con gli afflitti móstrati afflitto. 35 Non esitare a visitare un malato, perché per questo sarai amato. 36 In tutte le tue opere ricòrdati della tua fine e non cadrai mai nel peccato.

Commento di giovanni-nicolini
Dobbiamo rassegnarci! La Parola di Dio è così ricca che non arriva mai a noi nella pienezza di sé. 

O meglio, si può e si deve dire che per la nostra fede cristiana Gesù è certamente la pienezza di questa Parola! Ma proprio per questo motivo, anche la nostra relazione con Gesù non arriva mai alla sua pienezza e definitività, ma è sempre crescente! 

La Parola di Dio è’ sempre antica e nuova! 

Dico questo perché oggi mi trovo con voi davanti ad un brano che subito mi ha posto un quesito. Si parla di figli, di genitori, di sacerdoti. Si parla dei poverie degli afflitti. Perché non si parla della sposa? 

Perché ella è il segno della pienezza, del significato e della fonte di tutte queste relazioni. 

La sposa è la relazione fondamentale. 

Camminando in questo meraviglioso libro possiamo dire che la sposa è la Sapienza! 

Nel vincolo nuziale con la Sapienza di Dio, ognuno di noi e noi tutti insieme possiamo sperare e cercare di vivere in pienezza di relazione divina con tutti e con tutto. 

Per noi cristiani la prospettiva e la speranza è quella divere tutto e sempre all’interno e nella fecondità del nostro vincolo d’amore con il Signore Gesù. E Lui la nostra Sapienza! 

E’ nella comunione con Lui che noi troviamo la preziosità di ogni nostra relazione! E’ in Lui, con Lui e per Lui che tutto si illumina!

Perdonate se vi rubo spazio e tempo! Approfitto della Parola di oggi per questa considerazione che ci accompagna per tutto il Siracide! 

Dunque, oggi non si parla della Sposa, perché tutto celebra le nozze di ciascuno e di tutti con la Sapienza di Dio, con Dio stesso. 

Tutto a partire dalla Persona del Signore Gesù che è l’autore e la pienezza di tale relazione nuziale! Per questo motivo, anche quello che ieri abbiamo ascoltato e pregato, altro non è che la descrizione e il dono della nostra relazione d’amore con il Signore. 

Tutto, nella Parola di Dio, sempre annuncia e dona l’amore di Dio! 

Così, ai vers.22-26, quello che ab biamo, i figli, le figlie e la moglie, tutto deve essere custodito e curato con la preziosità e con l’impegno verso realtà che sono segno e presenza di Dio e del suo amore per noi e del nostro amore per Lui! 

Perdonate se oggi non mi fermo a singole considerazioni su ogni versetto, perché penso fondamentale a questo punto del Siracide accennare al significato globale di quest libro, come di tutta la Bibbia! 

Onorare i genitori che ci hanno generato (vers.27-28), essendo consapevoli che mai potremo dare loro qualcosa che valga quello che loro hanno dato a noi generandoci, è celebrare in questo il Signore stesso che ci ha generato! 

L’onore reso al sacerdote (vers.29-31) è direttamente spiegato nel nostro testo al ver.30: “Ama con tutta la forza Chi ti ha creato e non trascurare i suoi ministri”! 

Ugualmente, anche nella relazione con i poveri e gli afflitti, noi celebriamo la nostra relazione d’amore con il Signore, perché è Lui il grande benefattore e con solatore della nostra povertà e del nostro dolore. 

E’ Lui che in Gesù, da ricco che era si è fatto povero per noi per arricchirci. E’ Lui che consola ogni nostra afflizione,e ci guida ad essere consolatori dei nostri fratelli più provati. 

In questi vers.32-36 vengono citati anche i malati: visitando loro noi celebriamo la visita del Signore a tutte le nostre malattie. 

Fino all’ultima povertà: la morte! 

Anche nella nostra relazione con i morti noi celebriamo ,visitiamo e onoriamo il Signore che è morto per noi! Sarebbe bello che imparassimo anche questo! 

Dunque, c’è una relazione assoluta e fondamentale tra la creazione, la storia, e Dio! Siamo chiamati a vivere e a celebrare in tutta la nostra vita questa comunione d’amore che attribuisce bellezza divina a tutto e a tutti.

Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni

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Don Giovanni della Dozza


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