Madeleine Delbrêl

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Inizia un altro giorno – Madeleine Delbrêl

Gesù vuol viverlo in me. Lui non si è isolato. 

Ha camminato in mezzo agli uomini.
Con me cammina tra gli uomini d’oggi.
Incontrerà
ciascuno di quelli che entreranno nella mia casa,
ciascuno di quelli che incrocerò per la strada,
altri ricchi come quelli del suo tempo, altri poveri,
altri eruditi e altri ignoranti,
altri bimbi e altri vegliardi,
altri santi e altri peccatori,
altri sani e altri infermi.
Tutti saranno quelli che egli è venuto a cercare.
Ciascuno, colui che è venuto a salvare.
A coloro che mi parleranno, egli avrà qualche cosa da dire.
A coloro che verranno meno, egli avrà qualche cosa da dare.
Ciascuno esisterà per lui come se fosse il solo.
Nel rumore egli avrà il suo silenzio da vivere.
Nel tumulto, la sua pace da portare.
Gesù, in tutto, non ha cessato di essere il Figlio.
Vuole in me rimanere legato al Padre.
Dolcemente legato,
ogni secondo,
sospeso su ciascun secondo,
come un sughero sull’acqua.
Dolce come un agnello
di fronte a ogni volontà del Padre.
Tutto sarà permesso in questo giorno che viene,
tutto sarà permesso ed esigerà che io dica il mio sì.
Il mondo dove Lui mi lascia per esservi con me
non può impedirmi di essere con Dio;
come un bimbo portato sulle braccia della madre
non è meno con lei
per il fatto che lei cammina tra la folla.

Gesù, dappertutto, non ha cessato d’essere inviato.
Noi non possiamo esimerci d’essere,
in ogni istante,
gl’inviati di Dio nel mondo.
Gesù in noi, non cessa di essere inviato,
durante questo giorno che inizia,
a tutta l’umanità, del nostro tempo, di ogni tempo,
della mia città e del mondo.

Attraverso i fratelli più vicini ch’egli ci farà
servire amare salvare,
le onde della sua carità giungeranno
sino in capo al mondo,
andranno sino alla fine dei tempi.

Benedetto questo nuovo giorno che è Natale per la terra,
poiché in me Gesù vuole viverlo ancora.

Madeleine Delbrel – 

Il piccolo monaco, Gribaudi ed, Torino, 1990

Come ogni essere umano anche il credente è immerso nelle fatiche e nei dolori quotidiani, ma trova nella fede una lente che gli permette di vedere le cose di sempre sotto una luce nuova. 

La fede non cambia il paesaggio ma modifica lo sguardo dell’uomo. 

(Chesterton Gilbert Keith)

“C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. 

Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. 

Così come non credo che si viaggi per tornare.

L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato.

Da se stessi non si può fuggire. Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. 

Per questo l’uomo deve poter viaggiare.”

(Andrei Tarkovsky)

Preghiera per restare svegli – Madeleine Delbrel

O Signore,

che continuamente c’incitasti

a star svegli

a scrutare l’aurora

a tenere i calzari

e le pantofole,

fa’ che non ci appisoliamo

sulle nostre poltrone

nei nostri anfratti

nelle culle in cui ci dondola

questo mondo di pezza,

ma siamo sempre attenti a percepire

il mormorio della tua Voce,

che continuamente passa

tra fronde della vita

a portare frescura e novità.

Fa’ che la nostra sonnolenza

non divenga giaciglio di morte

e – caso mai – dacci Tu un calcio

per star desti

e ripartire sempre.

(Madeleine Delbrel)



Il filo del vestito – Madeleine Delbrêl

Nella mia comunità
Signore aiutami ad amare,
ad essere come il filo
di un vestito.
Esso tiene insieme
i vari pezzi
e nessuno lo vede se non il sarto
che ce l’ha messo.
Tu Signore mio sarto,
sarto della comunità,
rendimi capace di
essere nel mondo
servendo con umiltà,
perché se il filo si vede tutto è
riuscito male.
Rendimi amore in questa
tua Chiesa, perché
è l’amore che tiene
insieme i vari pezzi.

Madeleine Delbrêl

In ognuno, c’è qualcosa che non sarà mai compreso da nessuno. 

Questo qualcosa è la causa stessa della nostra solitudine, della solitudine che ci è connaturale. 

È questa solitudine rudimentale che dobbiamo accettare in primo luogo.

Madeleine Delbrêl

Quando quelli che amiamo ci chiedono qualcosa,

noi li ringraziamo di avercelo chiesto.

Se a te piacesse, Signore, chiederci una sola cosa

in tutta la nostra vita,

noi ne rimarremmo meravigliati

e l’aver compiuto questa sola volta la tua volontà

sarebbe «l’avvenimento» del nostro destino.

Ma poiché ogni giorno ogni ora ogni minuto

tu metti nelle nostre mani tanto onore,

noi lo troviamo così naturale da esserne stanchi,

da esserne annoiati.

Tuttavia, se comprendessimo quanto inscrutabile
è il tuo mistero, noi rimarremmo stupefatti

di poter captare queste scintille del tuo volere

che sono i nostri microscopici doveri.

Noi saremmo abbagliati nel conoscere,

in questa tenebra immensa che ci avvolge,

le innumerevoli precise, personali

luci delle tue volontà.

Il giorno che noi comprendessimo questo

andremmo nella vita come profeti,

come veggenti delle tue piccole provvidenze,

come mediatori dei tuoi interventi.

Nulla sarebbe mediocre, perché tutto sarebbe voluto da te.

Nulla sarebbe troppo pesante, perché tutto avrebbe radice in te.

Nulla sarebbe triste, perché tutto sarebbe voluto da te.

Nulla sarebbe tedioso, perché tutto sarebbe amore di te.

Noi siamo tutti dei predestinati all’estasi,

tutti chiamati a uscire dai nostri poveri programmi

per approdare, di ora in ora, ai tuoi piani.

Noi non siamo mai dei miserabili lasciati a far numero,

ma dei felici eletti,

chiamati a sapere ciò che vuoi fare,

chiamati a sapere ciò che attendi, istante per istante, da noi.

Persone che ti sono un poco necessarie,

persone i cui gesti ti mancherebbero,

se rifiutassero di farli.

Il gomitolo di cotone per rammendare, la lettera da scrivere,

il bambino da alzare, il marito da rasserenare,

la porta da aprire, il microfono da staccare,

l’emicrania da sopportare:

altrettanti trampolini per l’estasi,

altrettanti ponti per passare dalla nostra povertà,

dalla nostra cattiva volontà

alla riva serena dei tuo beneplacito.

Madeleine Delbrel

La necessità del silenzio – Madeleine Delbrel

Non c’è solitudine senza silenzio. 

Il silenzio è talvolta tacere, ma è sempre ascoltare. Un’assenza di rumore che fosse vuota della nostra attenzione alla parola di Dio non sarebbe silenzio. Una giornata piena di rumori, piena di voci, può essere una giornata di silenzio se il rumore diventa per noi l’eco della presenza di Dio, se le parole sono per noi messaggi e sollecitazioni di Dio.
Quando parliamo di noi stessi, quando parliamo tra noi, usciamo dal silenzio.
Quando ripetiamo con le nostre labbra gli intimi suggerimenti della Parola di Dio nel profondo di noi stessi, lasciamo il silenzio intatto.
Il silenzio non ama la confusione delle parole.
Sappiamo parlare o tacere, ma non sappiamo accontentarci delle parole necessarie. Oscilliamo senza posa tra un mutismo che affossa la carità e una esplosione di parole che svia la verità.
Il silenzio è carità e verità.
Esso risponde a colui che chiede qualcosa, ma non dà che parole cariche di vita. Il silenzio, come tutti gli impegni della vita, ci induce al dono di noi stessi e non ad un’avarizia mascherata. Ma esso ci tiene uniti per mezzo di questo dono. Non ci si può donare quando ci si è sprecati. Le vane parole di cui rivestiamo i nostri pensieri sono un continuo sperpero di noi stessi.
“Vi sarà chiesto conto di ogni parola”.
Di tutte quelle che bisognava dire e che la nostra avarizia ha frenato.
Di tutte quelle che bisognava tacere e che la nostra prodigalità avrà seminato ai quattro venti della nostra fantasia o dei nostri nervi.

(Madeleine Delbrel) 

da: “Noi delle strade”

Non dovete nessuna fedeltà al passato in quanto passato; darete fedeltà soltanto a ciò che a voi ha portato di eterno, cioè di carità.

– Madeleine Delbrêl – 


Non devi temere di metterti di fronte a Lui insieme con coloro che ami e con ciò che ami. E questo, non con il desiderio di “esaltarti”, né di demolirti, bensì di “diventare quello che tu sei”, quello che è “dovuto” a tutti. 
Penso anche che tu debba stare davanti a Dio con tutti i desideri comuni che hai in cuore e che – figurati – Lui stesso ha inventato.

– Madeleine Delbrêl – 


Amare sempre e comunque, è la via miglior per salvare sicuramente qualcuno, in qualche parte del mondo. – Madeleine Delbrêl –

Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

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