Riccardo Muti, auguri al maestro

Riccardo Muti, 75 anni da … Maestro

Festeggia a Ravenna il compleanno tenendo una master class per i giovani allievi della sua Italian Opera Academy, trampolino di lancio per nuovi talenti. Al centro della lezione l’opera “La traviata”     www.repubblica.it

Doc. Musica – Muti dirige Verdi

MUTI DIRIGE VERDI DOC. MUSICA – Uno straordinario racconto in cui il Maestro Muti fa il punto della sua lunga frequentazione del genio di Busseto. È il documentario “Muti dirige Verdi”. Partendo dall’assunto che la grandezza di Verdi è quella di parlare all’uomo, nella sua essenza più profonda, Muti ripercorre i suoi studi in una serie di conversazioni con il giornalista Armando Torno e nel dialogo ininterrotto con i suoi orchestrali.

Il racconto alterna prove e brani d’opera e di musica sinfonica tratti da Macbeth e Attila dal Teatro dell’Opera di Roma, e dal Requiem con la Chicago Symphony Orchestra.

Doc. Musica – Muti dirige Verdi

Riccardo Muti, 75 anni da verdiano doc: “Non oltraggiamo i maestri”

Nato a Napoli il 28 luglio 1941, Riccardo Muti ha appena festeggiato i suoi 75 anni. Da buon “malato” di musica, una vocazione più che una professione, ha festeggiato insieme ai suoi studenti dell’Italian Opera Academy, la bottega ravennate in cui nascono antanti, maestri collaboratori e direttori d’orchestra. A questa particolarissima scuola partecipano quattro direttori, altrettanti pianisti e dieci cantanti. Tema delle lezioni di qiesti giorni, la Traviata di Verdi (nel 2015 la serie di Master Class fu dedicata al “Falstaff”). Partita il 23 luglio e prevista fino al 5 agosto, l’iniziativa è aperta al pubblico: ogni spettatore interessato alla fucina del grande repertorio lirico può assistervi. 

Riccardo Muti, 75 anni da verdiano doc: 'Non oltraggiamo i maestri'
Si lavora dal mattino al tramonto, ma così dev’essere: “Considerate questo tanto lavoro? A parte il fatto che poi, a casa, vado avanti a studiare, quindi la giornata non finisce lì. Ma è così che si dovrebbe lavorare nei teatri. Quando ero alla Scala dedicavamo un mese alle prove col pianoforte. Solo così si costruisce un’opera. Tanti cantanti si lamentano che le prove sono quasi sparite. I divi, ma sottolineo non con me, si presentano solo alle prove generali”. L’Accademia, spiega, “nasce dal desiderio di dare quanto ho ricevuto dai sommi maestri della scuola italiana. Ho appreso i fondamenti del mio lavoro da Antonino Votto, il quale, a sua volta, aveva studiato con Arturo Toscanini”.  >>> www.intelligonews.it

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