Abbracci? No grazie… bau bau bau!

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“I cani odiano essere abbracciati”: un professore spiega perché. “L’abbraccio alza i livelli di stress e di ansia” 

Stando ai dati raccolti dal dottor Coren e dal suo team, l’abitudine di stringere tra le braccia il proprio animale domestico sarebbe fin troppo diffusa tra i padroni. Cercando su Flickr e su Google immagini, “abbracciare un cane”, “amare un cane” (“love dog” e “hug dog”), la squadra di studiosi ha trovato più di 250 foto di abbracci. Analizzando il linguaggio e i loro segnali di stress, è emerso che almeno l’82% degli animali ritratti si sentivano, al momento dello scatto, in forte disagio.

“I cani sono ‘programmati’ per scappare – spiega Coren – Ciò implica che in momenti di stress o di sofferenza la prima difesa che mettono in atto non sono i denti, ma la loro abilità di fuggire via. Gli specialisti del comportamento credono che privando un cane della possibilità di far questo, immobilizzandolo con un abbraccio, si possa contribuire ad aumentare i suoi livelli di stress e, se questi sono già elevati, c’è il rischio anche che morda”. Insomma, come gesto affettuoso nei loro confronti, meglio, la prossima volta, accarezzarli gentilmente o giocare con loro, lasciandoli liberi di muoversi.

www.huffingtonpost.it

 

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Le 11 cose che fanno i padroni e che i cani odiano

di Andrea Falla    www.leggo.it

ROMA – Il cane � da sempre riconosciuto come il migliore amico dell’uomo, anzi spesso � il padrone che si rivela non all’altezza dell’animale che ha vicino. Il sito inglese Mother Nature Network, ha pubblicato uno studio sulle cose più fastidiose che facciamo ai nostri animali domestici, a volte senza neanche accorgercene. Tu parli? Il cane no. L’uomo è un essere dotato della parola, ma il cane no. I padroni che camminano parlando al proprio animale, pretendendo che capisca tutto sono fuori strada. Secondo alcuni studi, i cani riescono ad interpretare alcune parole più semplici, ma di certo non saranno in grado di capire intere conversazioni. Il consiglio è quello di parlare con il linguaggio del corpo, mixando parole e gesti, in modo da facilitare la comprensione dell’animale. Addirittura viene suggerito un esperimento: stare una giornata intera parlando con il proprio cane solo a gesti: aumenta la sintonia con il nostro amico e migliora il dialogo. Abbracci? No grazie. Per gli esseri umani l’abbraccio è uno dei più comuni mezzi per comunicare affetto e amore, ma guai a pensare che lo stesso funzioni per i cani. Il cane in genere odia essere abbracciato. Nel linguaggio canino, la zampa sulla parte posteriore indica dominio, superiorità, un gesto che viene visto in modo differente se a farlo è un uomo, ma che comunque non trasmette sensazioni positive all’animale. Alcuni sopportano con gentilezza, altri sono più inclini agli abbracci, il livello di sopportazione dipende sempre dalla razza e dall’educazione, ma fidatevi, nessun cane ama essere abbracciato. Il consiglio? Ci sono tanti modi per coccolarlo, sbizzarritevi. Lascia stare la testa. A chi piace farsi toccare faccia e testa? Nella maggior parte dei casi un essere umano si scanserebbe o quanto meno cercherebbe di evitare la situazione fastidiosa. Per i cani è la stessa cosa. Di solito non amano essere toccati in testa, la vedono come un fastidio, ma spesso si lasciano toccare se c’è un livello di confidenza totale con il padrone. Comunque è meglio evitare, meglio un bel grattino sulla pancia o una carezza sulla schiena. Che hai da guardare? Il contatto visivo è uno dei fattori dominanti nel rapporto con gli animali. Anche con loro, uno sguardo vale molto più di mille parole, ma guai a fissarli negli occhi, soprattutto se è un cane appena conosciuto. L’animale potrebbe vedere la cosa come un gesto di sfida o di sottomissione, con le reazioni che possono andare dall’abbaiare fino anche ad un’aggressione. Il modo migliore per approcciare un cane è una postura leggermente inclinata, evitare sguardi lunghi e parlare con una voce dolce. L’animale non si sentirà minacciato o sottomesso. Regole, regole, regole. I cani spesso sono come i bambini, se non gli si fornisce un’educazione con delle regole precise, si rischia di tirar su un bambino viziato e capriccioso, che perde le staffe se le cose non vanno come dice lui. I cani sono uguali, proprio per questo motivo è giusto dare delle regole precise, come ad esempio: “Non salire sul divano” o “Aspetta me per attraversare la strada”, con l’animale che piano piano imparerà cosa può e cosa non può fare. Cosa molto importante, i cani non conoscono le eccezzioni alle regole: quindi non capiranno la differenza tra salire sul divano prima o dopo il bagno, per cui meglio essere sempre coerenti con la prima versione della regola. Quelli che non ci piacciono. Un errore che spesso i padroni fanno è quello di forzare il proprio cane ad andare con persone o altri cani che non gli piacciono. Si tratta di una forzatura che non giova all’umore dell’animale, ed è proprio in quei casi che potrebbe avere reazioni inaspettate. Cercare avere empatia con il proprio cane è importante, anche per comprendere le sue voglie e bisogni. Fondamentale è poi distinguere i momenti di timidezza, in cui una ‘spintarella’ è ben accetta e i momenti in cui il cane ha solo voglia di andare a casa. Lascitateli odorare. Quando si porta il proprio amico a fare una passeggiata, lasciategli un minimo di libertà. L’animale deve poter esplorare e soprattutto odorare qualsiasi cosa, è una dei piaceri più grandi per loro, basti pensare che odorare un albero è per un cane piacevole come per noi osservare un tramonto. Quindi niente tira e molla con il guinzaglio, cercando di insegnare un’andatura diligente, ma libera di esplorare. Lasciate che il mondo entri nel suo naso, il vostro amico vi ringrazierà. Guinzaglio stretto. Il collegamento tra cane e padrone è il guinzaglio, che è un mezzo attraverso cui l’animale riesce a percepire la tensione e il ‘controllo’ dell’uomo. Si consiglia di tenere sempre ben stretto il guinzaglio, ma senza evitare strattonate brusche. Non sarà facile, ma come ogni virtù il giusto sta nel mezzo: trovate una via di mezzo tra la ‘tirata’ solida e dura e il guinzaglio morbido che lascia un po’ di spazio. Cane specchio. Sei teso ? Nervoso? Agitato? Il cane reagisce non soltanto al guinzaglio, ma capisce lo stato d’animo del suo padrone in base anche ad altri paramentri. Lui capisce, anzi percepisce, comportandosi spesso come uno specchio dell’uomo che hanno davanti. Quindi attenzione alle vostre emozioni, perché come non piacciono a noi, non piaceranno neanche a loro. Niente noia. I cani odiano le persone noiose, e i padroni che non dedicano loro almeno un po’ di tempo. Vero è che spesso un uomo o una donna tornano a casa la sera, già stanchi dal lavoro, con la voglia soltanto di cenare e rilassarsi sul divano. Ma l’animale non può comprendere questo stato d’animo e spesso sfoga la sua noia con reazioni che noi consideriamo fastidiose, come abbaiare o mangiare i nostri calzini. Ma allora cosa fare? Insegnate sempre nuovi giochi al vostro animale. Nessuno vuole un amico noioso, figuriamoci un padrone. Tutto il resto. Dovrebbe essere ovvio, ma è sempre meglio precisare. Esistono comportamenti da evitare in maniera categorica, tipo: abbaiare ad un cane, tiragli la coda, parlargli da dietro un vetro. Tutte cose che a qualcuno potrebbero sembrare divertenti, ma per il cane sono un grande disturbo, che può provocare variazioni nel suo comportamento e stimolare reazioni anche violente. Detto questo, è innegabile che ogni cane è unico e diverso dagli altri, come ogni padrone che lo affianca. I cani sono animali che sanno dare un amore fedele e incontrastabile, sta a noi saperlo ricambiare nel modo giusto.


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