Estate e fumo…Anche l’anima

Il primo sabato del mese… 

Nuvole gialle

Il primo sabato del mese

Il primo sabato del mese scendevamo a Bolzano. Soltanto il primo sabato del mese infatti per antica tradizione i negozi rimanevano aperti anche al pomeriggio. Ci andavamo in macchina, con la Golf di Miglio o con l’Alfetta blu di Rossi. Percorrevamo la vecchia statale che attraversa Sinigo, Postal, Gargazzone, Vilpiano, Terlano, Settequerce e San Maurizio seguendo in pratica il percorso della ferrovia che si intreccia ai campi di mele e all’Adige. Discorrevamo scendendo – di solito eravamo in tre o quattro, raramente in due – ed erano i soliti discorsi sul futuro, sulla nostra situazione attuale così provvisoria ma altrettanto contingente.
Parcheggiavamo dalle parti della stazione e da lì attraverso il viale alberato raggiungevamo Piazza Walther con il suo duomo dal tetto di scandole colorate. Eravamo bohemiens in libera uscita – anche metaforicamente: avevamo poco più di vent’anni e l’esuberanza della gioventù che ci pulsava nelle vene lasciava che le emozioni sgorgassero vive, che divampasse come un incendio quella libertà (ci sembrava paradossale allora chiamarla libertà, ci sentivamo reclusi, ci sembrava che ci mancasse l’aria).
Percorrevamo i portici guardando le vetrine, nelle quali vedevamo spesso riflessi anche i nostri sogni: ognuno si fermava più a lungo dove lo chiamava l’anima, chi davanti al negozio di articoli musicali, chi alle librerie, chi di fronte alle cartolerie piene di pastelli colorati e di carte da lettera, chi davanti ai pesi e agli attrezzi di un fornito negozio di articoli sportivi. Ma tutti eravamo poi concordi nel raggiungere una pasticceria di Via Portici dove avevamo fatto amicizia con una cameriera e tra un’occhiata sdolcinata, un po’ di corte e quattro chiacchiere sorseggiavamo il cappuccino o la cioccolata e mangiavamo le paste o una fetta di Sacher o di   strüdel.
Quando scendeva la sera attraversavamo Vicolo delle Erbe e Via Argentieri e riprendevamo la strada per la stazione. Salivamo in macchina con la malinconia dolce del desiderio appagato e tornavamo a Merano, per cenare in qualche Weinstube e poi andare al cinema affidando i pensieri a una delle nuovissime prime visioni.

portici

FOTOGRAFIA © MARIO FORNASIER

Anche l’anima

C’è chi non offre all’amore che il corpo. Ma ci sono quelli, ci sono donne, che possono offrire anche il cuore! Che possono offrire l’anima!
TENNESSEE WILLIAMS
Estate e fumo
Lui Jan Jun
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