Hanno segnato con Allegria la mia infanzia …ma anche quella di più generazioni “amici-in-allegria”

Stanlio e Ollio  


                                  Stanlio e Ollio   Fra Diavolo…

FILM COMPLETO del 1933 (completamente restaurato)
Mitica ed amatissima Commedia della Coppia più famosa del Cinema Comico.
Con la voce di Alberto Sordi (Ollio).
Regia di H. Roach e C. Rogers.


                                                                           
GiuMa
hanno segnato con Allegria la mia infanzia …

 

 

Stanlio e Ollio In “Tutto In Ordine” ( ITA )


 ecco  un simpatico e divertentepost sul Blog “amici in allegria
 gestito da Enrico

>>> amici-in-allegria


Branduardi – Vecchioni: Samarcanda
http://www.branduardi.info | Un curioso video di un vecchio successo di Roberto Vecchioni: Samarcanda. Vecchioni e Branduardi come Stanlio ed Ollio, anzi, nel videoclip si alternano con i veri Stan Lauren e Oliver Hardy, e il risultato è davvero esilarante! Guardare per credere…



Laurel & Hardy Stanlio e Ollio

giulianopietra

Desidero dedicare a questi due attori comici questo piccolo omaggio alla loro carriera e alla capacità di divertire con pochi mezzi e tanto “Cuore”.
Il filmato centrale del 1954 è tratto da un’intervista televisiva famosa che li ritrae già verso la fine della carriera, Hardy morirà l’anno dopo.
Guardando queste immagini credo che tutti noi siamo in debito con questi due attori comici per l’allegria donata.

Laurel & Hardy, in Italia Stanlio & Ollio, è il più famoso duo comico della storia del cinema. Tra i maggiori interpreti del cinema slapstick – un tipo di comicità basata sul linguaggio del corpo, nata con il cinema muto – l’affiatatissima coppia Laurel and Hardy (nome con il quale erano noti in inglese, ma talvolta anche come Crick & Crock o Stan & Oliver) era formata dal comico inglese Stan Laurel (Stanlio in italiano, Stan in inglese) e dallo statunitense Oliver Hardy (Ollio in italiano, in inglese Oliver, Ollie o Babe come si racconta fosse stato per la prima volta soprannominato dal suo barbiere)
La relazione scenica standard tra i due vedeva Ollio nel ruolo del “serio”, impegnato in qualche lavoro o affare, prima che i suoi tentativi e le sue idee venissero distrutte dalla sbadataggine di Stanlio che, partendo da una apparente situazione di stupidità ed ingenuità, finiva per risultare quello dei due che, alla fine, traeva maggior vantaggio dalla situazione, secondo un diffuso cliché cinematografico. Un altro ripetuto schema scenico era quello per cui tra i due quello che pretendeva di essere il più intelligente era Ollio – e non ci voleva molto considerato il livello intellettuale di Stanlio – il quale però abboccava alle strampalate proposte del compagno.
Quando il più delle volte la faccenda inevitabilmente finiva male, anche per il contributo balordo e maldestro dello stesso Ollio, era sempre Stanlio ad essere accusato dell’insuccesso. Se poi Ollio passava alle maniere forti, prendendo a cappellate Stanlio, per punirlo di aver causato qualche disgraziato evento allora poteva esserci la reazione inattesa di questi che, con una serie di colpi bassi, metteva alle corde il povero grosso e inoffensivo Ollio che da carnefice diventava vittima. Era Ollio infatti che nella coppia sembrava rappresentare il più forte, ma che alla fine risultava essere il più debole, la vittima fin dall’inizio designata dei disastri causati per balordaggine o ingenuità da Stanlio.
Nel settembre 1955 Hardy venne colpito da un infarto e successivamente da un ictus. Proprio per questo durante il 1956 ebbe una perdita di peso di oltre 70 chili che lo rese irriconoscibile. Verrà colpito da un altro ictus nel luglio 1957 entrando in un coma dal quale non si riprenderà più. Ironia della sorte, Hardy, poco prima di morire, era stato colto da una paralisi che lo immobilizzava da un solo lato. Laurel, invece, alla fine dei suoi giorni rimase paralizzato dal lato opposto a quello del suo grande compagno di lavoro e amico.
Il 7 agosto 1957, all’età di 65 anni, Hardy muore. Laurel, che negli ultimi mesi aveva assistito il compagno al capezzale, ne rimane sconvolto, ma non si presenta al funerale dell’amico.Questa notizia di seguito fu usata dai maligni come prova che i due in realtà si ignorassero, in realtà Laurel non poté andare al suo funerale a causa del divieto di uscire impostogli dal medico curante, e giustificò la sua assenza con le sole parole “Babe avrebbe capito”. Hardy è seppellito al The Valhalla Memorial Park Cemetery a Hollywood. Oliver Hardy era un convinto affiliato della massoneria e furono i suoi fratelli della loggia “Shrine”, «ordine arabico dei nobili del santuario mistico», a prendersi cura dei suoi funerali. La lapide sulla sua tomba con incisa questa frase: «Genio della commedia il suo talento portò gioia e risate nel mondo. – Posta a memoria futura dai Figli del Deserto nel 1977», fu fatta apporre dai suoi amici dell’associazione “I figli del deserto” che dopo vent’anni dalla sua morte non lo avevano dimenticato.
Nel 1961, Laurel venne gratificato con il Premio Oscar alla carriera; purtroppo il povero Ollie non poté vedere quel magnifico riconoscimento, né il rinascere dell’interesse per il lavoro della coppia da parte delle nuove generazioni.
Laurel si spense il 23 febbraio 1965, all’età di 74 anni, in un appartamento dell’Hotel Oceana a Santa Monica, vicino Los Angeles. Venne seppellito al cimitero di Forest Lawn-Hollywood Hills, vicino a Los Angeles.
In punto di morte non mancò di far ridere ancora una volta il suo pubblico rivolgendo all’infermiera che lo assisteva la sua ultima gag: «Mi piacerebbe essere in montagna a sciare». L’infermiera gli chiese: «Le piace sciare Sig. Laurel?». «No, lo detesto, ma è sempre meglio che stare qui ».

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Elogio dell’allegria

www.comboniani.org
Sarà un gusto molto personale, ma a me piace l’allegria con po’ di rumore, di frastuono, come la risata di un bambino piccolo e della persona amata che ti fa il solletico al cuore, come un sorriso silenzioso, ma raggiante.“Il supremo dono del sorriso”: così Martin Descalzo definisce questo segno esteriore di allegria. E il poeta Luis Rosales ricorda che “in alcuni sorrisi ci si può perdere come in un bosco”.Amo l’idea di un’allegria personale, perché solo ciascuno di noi conosce le proprie misure, sa da che parte lo porta il cuore, che colori gli donano e che tessuti preferisce. Siamo noi i sarti della nostra esistenza. E non esistono ricette universali di felicità; eppure si può suggerire qualche segreto per aiutare il nostro sarto interiore a realizzare un abito che sia un capolavoro.Per converso, conoscopersone di fronte alle quali si deve iniziare a tremare quando esordiscono così: “Parliamoci chiaro…”, oppure: “Guarda, ti voglio dire la verità”. Viene voglia di rispondere: “No, per favore mentimi.” Molte volte quello che dicono non è la verità, ma una versione personale spesso intrisa d’invidia e di malignità, o semplicemente priva di benevolenza.Come scriveva Antonio Machado:

“La tua verità? No, la verità.

E vieni con me a cercarla!

La tua, tienitela.”

….

Il ricordo più rassicurante e intenso, la rappresentazione più viva che ho dell’allegria è quella di mio padre che davanti ai film di Totò, di Stanlio e Ollio, di Franco e Ciccio ride col cuore rimbalzante, ride fino ad arrivare a non avere più fiato, ride fino a far diventare quella risata contagiosa: questo padre sempre serio, così pieno di regole e disciplina che a un bel momento stupiva tutti ridendo per ore, ridendo come un bambino: quel papà che per interrompere ogni tristezza, come per riprendere vigore veniva verso di me con lo sguardo di chi avrebbe iniziato e farmi il solletico, sapendo che questo avrebbe generato risate a non finire.

Ridere per esprimere i sentimenti più veri: ecco perché mi sono tanto care le parole di Nietzsche: “Non credere a quella verità che non porti almeno un po’ di allegria.”

 

Estratti dal libro di Paloma Gomez Borrero Elogio dell’allegria (Il Saggiatore)

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