Quindici estati senza la verve del MATTATORE.

RICORDANDO “Vittorio Gassman

#RICORDANDO

QUINDICI ESTATI SENZA

LA VERVE DEL MATTATORE

di VALERIO MUSUMECI

Ricorreva ieri il quindicesimo anniversario dalla scomparsa di Vittorio Gassman.

Il popolare attore italiano (attivo anche come regista, sceneggiatore

e scrittore) era nato a Genova il 1º settembre 1922 e si era spento a Roma

il 29 giugno 2000. Soprannominato “Il mattatore” (dal titolo dello spettacolo

televisivo a cui aveva partecipato nel 1959), Gassman si distinse nel panorama

artistico italiano non soltanto per le eccellenti qualità d’attore, ma anche per la

profonda cultura (indimenticati i suoi recital della Divina Commedia) e l’educata

e sottile ironia. Fondatore e direttore del Teatro d’Arte Italiano, trovò il successo

al cinema negli anni Cinquanta e Sessanta, lanciato da pellicole come I soliti

ignoti di Mario Monicelli (1958) e I mostri di Dino Risi (1963).

 Proprio tra i “mostri” sacri della commedia italiana viene annoverato, accanto ad Alberto Sordi,

Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi.

Artista poliedrico e complesso, visse problematicamente, specie nell’ultima parte della sua vita, il contrasto tra

un carattere riservato, sin quasi remissivo, e la maschera arrembante che si

era costruito di fronte al pubblico (per cui si sospetta soffrisse di disturbo bipolare).

Il regista Mario Monicelli ne ricordava così le crisi: «Poi arrivò la sua depressione. Mi resi conto quanto ne fosse già segnato assistendo, qualche anno fa, a una sua interpretazione di Otello. […] Ho sempre pensato che l’immagine forte, autorevole, positiva, sempre capeggiante che Vittorio offriva di sé, fosse un artificio edificato in nome della sua enorme insicurezza. Era come se vivesse nel timore che la terra gli mancasse sotto i piedi da un momento all’altro.

 Strafaceva per nascondersi. Quella depressione cupa, violenta, divorante, gli era nata dentro

dal contrasto col personaggio che s’era costruito. Era il prezzo della sua verità».

Inizialmente ateo, sviluppò nel corso degli anni una sua fede. In una poesia A Dio, scriveva:

«So che a volte cancelli / a qualche fortunato / il debito che tutti con

te abbiamo. / La bolletta falla pagare a me, / ma dimmi almeno / che non farai

tagliare la mia linea».

LaCroce#quotidiano 30/06/2015

approfondimenti:

 www.vittoriogassman.it

Scheda su Vittorio Gassman in Discogs
Vittorio Gassman, speciale RAI Tv ” La Storia siamo noi” di Gianni Minoli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...